Decriptazione dei file criptati dal virus: StopGpcode2Come vi avevo annunciato qualche giorno fa, Kaspersky Lab ha individuato un errore nell'implementazione dell'algoritmo di criptazione usato dall'autore del virus Gpcode.ak. L'errore è stato sfruttato dagli analisti di Kaspersky Lab per mettere a punto un metodo di decriptazione dei file criptati dal virus, che non richiede l'uso della chiave privata in possesso dell'autore di Gpcode.ak. Tale metodo è stato implementato nella utility
StopGpcode2.
I limiti del metodo di decriptazione implementato in
StopGpcode2 sono fondamentalmente due: il primo è che bisogna disporre di un certo numero di file criptati e delle corrispondenti versioni non criptate degli stessi. Il secondo è che gli esiti della decriptazione sono influenzati dalle caratteristiche del sistema infetto. In ragione di ciò, non è possibile garantire una percentuale di successo costante in tutti i casi. Tuttavia, durante i test di laboratorio, è stato possibile ripristinare mediamente l'80% dei file criptati, quindi vale la pena di tentare anche questo metodo per recuperare i propri file.

Come ho già detto, il metodo implementato in
StopGpcode2 richiede la presenza di un certo numero di file criptati da Gpcode.ak e delle corrispondenti versioni non criptate degli stessi. I file non criptati possono essere ottenuti ricorrendo alla utility di ripristino
PhotoRec, come spiegato sopra, oppure possono essere recuperati da una copia di backup precedente all'infezione, o da una copia presente su un altro supporto (ad esempio, nel caso di fotografie digitali trasferite sull'hard disk, gli originali potrebbero essere rimasti nella memory card della fotocamera), o da una copia contenuta in un'unità di rete non raggiunta dall'infezione.
Per applicare il suddetto metodo di decriptazione ai vostri file criptati, procedete nel seguente modo:
1. Copiate su un'unità esterna, all'interno di una cartella che chiamerete
encrypted, tutti i file criptati con estensione
._CRYPT presenti sul computer attaccato da Gpcode.ak.
2. Applicate il metodo di ripristino dei file non criptati basato sull'uso della utility
PhotoRec, come spiegato nel post precedente, e salvate i file recuperati (dopo averne ripristinato correttamente anche i nomi) su un'unità esterna, all'interno di una cartella che chiamerete
backup.
3. Per tutti i file criptati copiati nella cartella
encrypted, individuate i corrispondenti file non criptati. Questi ultimi devono essere raccolti tutti all'interno della cartella
backup.
Attenzione: per salvaguardare l'integrità dei file non criptati contenuti nella cartella
backup, assicuratevi che i loro nomi siano identici a quelli delle rispettive versioni criptate presenti nella cartella
encrypted, con l'unica eccezione dell'estensione
. _CRYPT.
4. Create una cartella vuota dal nome
decrypted, dove saranno salvati i file decriptati.
5. Scaricate ed estraete dall'archivio .zip la utility gratuita
StopGpcode2.
6. Avviate
StopGpcode2 dal prompt dei comandi (
Start-> Esegui -> cmd.exe), specificando il percorso completo delle cartelle
encrypted,
backup e
decrypted. Ad esempio, se la utility
StopGpcode2 e le cartelle
encrypted,
backup e
decrypted si trovano nella directory principale del disco
E:, allora dovrete digitare il seguente comando:
e:\stopgpcode2.exe e:\encrypted e:\backup e:\decryptedPremete
Invio: la utility inizierà a decodificare i file.
7. Al termine della procedura, verrà visualizzata una finestra di dialogo con il messaggio
Done. I file ripristinati saranno salvati nella cartella
decrypted.
Attenzione: a volte non è possibile decriptare un file nella sua interezza. In tal caso, la utility lo ripristinerà parzialmente, avvisando l'utente durante la procedura di ripristino con il messaggio
Partly recovered.
Attenzione: i test sul funzionamento di
StopGpcode2 non dovrebbero essere condotti su macchine virtuali. I risultati ottenuti, infatti, potrebbero differire sensibilmente da quelli riscontrabili su una macchina non virtuale.
Fonte originale: Viruslist.